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Giuseppe Allamprese

Scultore Ceramista


Via Marsilio Cagnati, 11 - 00172 Roma
+39 339 7875476 • allamprese.gi@tiscali.it

Arte Monumentale




Via Crucis


"In questi giorni, però, il grande viale (Via della Conciliazione a Roma) sta assumendo un altro aspetto, quello della Via Crucis. Quattordici stazioni con figure a grandezza naturale spiccano infatti su uno dei suoi larghi marciapiedi. Realizzata in bronzo usando la stessa tecnica a cera persa di Brunelleschi e Donatello, la Via Crucis comprende 49 statue e 11 croci, le stazioni più grandi del mondo. Gli scultori, Pasquale Nava e Giuseppe Allamprese, hanno lavorato a questo progetto dal 2002. Le sculture sono state concepite e modellate nel grande laboratorio della Domus Dei, proprietà della Congregazione delle Pie Discepole del Divin Maestro, che produce opere d'arte e oggetti liturgici per le chiese. La Via Crucis è stata commissionata per la citta di Coquimbo (Cile) dalla "Fondazione Croce del III Millennio", nata dopo la visita di Giovanni Paolo II nel 1987 per raccogliere i frutti del viaggio papale."

Da "La via Crucis più grande del mondo" di Elizabeth Lev (www.zenit.org/article-28.03.2011).





Galleria




Arte Sacra




Colori
(Opere in vetroresina e acrilico)


Disegni


Biografia

Giuseppe Allamprese è nato a Potenza nel 1951 ma vive a Roma. Laureatosi in Lettere presso l'Università La Sapienza di Roma, prima di dedicarsi alle arti figurative ha svolto diverse attività professionali, tra cui l’insegnamento, e si è interessato alla psicoanalisi, frequentando la scuola di Sandro Gindro. Diplomatosi successivamente in Scultura presso L'Accademia di Belle Arti di Roma ha studiato disegno con il maestro Gianluigi Mattia intraprendendo quindi a tempo pieno la professione di scultore. Ha partecipato all'edizione del 1991 della Biennale di Arte Sacra di Venezia. Ha organizzato personali a Bolsena col patrocinio del Comune (1995), a Roma presso l'Istituto Italo-Latino americano (1997) ed a Fermo presso la B.U.C. Machinery (2013). Ha preso parte a diverse mostre d'arte sacra tra cui "Santi Patroni del Lazio" (itinerante 2003), "Le radici cristiane della spiritualità europea" (Fermo 2005) e "Non di solo pane" (Roma 2009), curate da Stefania Severi. Dal 1993 al 2013 ha svolto l’attività di scultore presso l'azienda di arte sacra “Domus Dei” di Albano Laziale eseguendo un gran numero di lavori. Ha preparato modelli per il Museo delle Cere di Roma. Con lo “Studio Forme” di Roma ha effettuato interventi scultorei per la ricostruzione del Teatro Petruzzelli di Bari ed ha realizzato grandi sculture per il Teatro Galli e il Fellini Museum di Rimini. Recentemente ha contribuito alla decorazione parietale del nuovo Hotel “Orient Express La Minerva” a Roma.

Principali opere di scultura

realizzate per enti e istituzioni pubblici e privati:

Note critiche

"L’antico filosofo medioevale diceva che la filosofia è l’ancella della teologia. Io dico che la salute è l’ancella dell’arte; però potrei anche dire che l’arte è l’ancella della salute: in realtà è vero che l’una guida verso l’altra, senza che necessariamente una venga prima dell’altra. L’arte produce salute e la salute produce arte. Forse arte e salute coincidono. Quale salute? La salute dell’anima, o, se si vuole, della psiche. È vergognosamente empio pensare che l’arte possa essere il prodotto di una mente malata, sconvolta e distrutta. Chi è pazzo non può essere un artista. Almeno nel momento in cui un uomo riesce a comunicare con gli altri attraverso il linguaggio dell’arte egli diventa sano, quale che sia l’etichetta che gli è stata appiccicata addosso. La salute e l’arte di Pino Allamprese vengono di molto lontano: prima gli studi di letteratura all’università, poi l’incontro con la psicoanalisi ed infine l’Accademia delle Belle Arti e la pratica delle “botteghe” dove con l’energia e l’entusiasmo di un artigiano ha imparato a dominare la creta, il bronzo, il marmo e il legno. Le sue opere sono profondamente sane, prive di qualsiasi orpello che sappia di trucco o di artifizio. Se è vero che “è del poeta il fin la meraviglia” tuttavia questa non va confusa con lo stupore degli sciocchi che tanto più ammirano quanto meno capiscono e quanto più si annoiano. In queste opere si riflette la meraviglia di chi è felice di vedersi raccontare con intensità e sensualità un po’ di quel mondo che spesso ci sfiora e di cui raramente ci accorgiamo. La mano di Pino Allamprese produce forme robuste e calde, tenere talvolta, quasi sprovvedute; altre volte aggressive. Il gesto è sicuro; i corpi, spesso nudi, si rivelano nella loro fisicità anche quando sono vestiti. La nudità in queste sculture non è quella del gioco che ammicca oscenamente, ma è il coraggio di chi scopre e rivela corpo e anima nella loro compiutezza, come nelle opere dell’antichità classica. Della classicità non si ritrova qui imitazione o parodia, ma piuttosto il desiderio, un po’ nostalgico, di un erotismo che si vorrebbe eguagliare. L’antica ispirazione diventa anche il punto di partenza per una ricerca, tutta attuale e personale, di un equilibrio che rifiuta la compassatezza per trovare una personale serenità di espressione. Quello che c’è di drammatico appartiene alla vita del mondo in cui tutti ci ritroviamo; ma non è il dolore che esaurisce un discorso che, immerso nella realtà, cerca di andare sempre un po’ oltre."
Sandro Gindro
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Corsi


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